giovedì 14 aprile 2011

VAN GOGH IL GENIO OLANDESE

E’ STATA INAUGURATA A ROMA, L’ OTTO OTTOBRE 2010, LA MOSTRA DEDICATA AL PITTORE VINCENT VAN GOGH . NATO A ZUNDERT ,UN PICCOLO COMUNE DELL’OLANDA, IL 30 MARZO DEL 1853,IL GIOVANE VINCENT FU’ INDIRIZZATO ALLE ARTI DALLO ZIO CENT ( 1811-1889) ANTIQUARIO, TANTO DA ISCRIVERSI DOPO DIVERSI VIAGGI E VARI LAVORI ALL ‘ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRUXELLES. LE SUE MATERIE PREFERITE ERANO LA PROSPETTIVA E L’ANATOMIA CHE APPLICO’NELLE OPERE CON SOGGETTI DÌ CONTADINI CHE LAVORAVANO NELLE MINIERE . IN QUESTO PERIODO CONOBBE ANTHON VAN RAPPARD, ANCHE LUI PITTORE OLANDESE ,CON IL QUALE DIVENNE AMICO. NEL 1881 TORNO’ IN OLANDA ALL’ AJA, DOVE INIZIO’ A RAFFIGURARE UNA SERIE DÌ NATURE MORTE AD OLIO, E SOGGETTI AD ACQUARELLO ,SOTTO LA GUIDA DEL PITTORE MAUVE , CUGINO DELLA MADRE. NEL 1886 SI TRASFERI’ A PARIGI,PER MIGLIORARE LA SUA TECNICA PRESSO LO STUDIO DEL PITTORE FERNARD CORMON , E INIZIO’ A FREQUENTARE ANCHE I PITTORI TOULOUSE LAUTREC E BERNARD. EGLI DIPINGEVA QUELLO CHE VENIVA DAL PROPRIO ANIMO DIFATTI A MANO A MANO LA SUA PITTURA INIZIO’ AD ESSERE PIU’ ACCESA , I TONI SCURI INIZIARONO A DIVENIRE PIU’ CALDI GRAZIE ANCHE ALLA SUA PREDILEZIONE PER L IMPRESSIONISMO DÌ PISARRO E GUILLAUMIN. SI TRASFERI’ AD ARLES , NEL SUD DELLA FRANCIA , DOVE POCO DOPO LO RAGGIUNSE PAUL GAUGUIN . E’ DÌ QUESTO PERIODO IL RITRATTO DÌ VAN GOGH CHE DIPINGE I GIRASOLI CREATO DA GAUGUIN, ANCHE E’ DÌ QUESTO MOMENTO L’ INSORGERE DÌ EPISODI FOLLIA DÌ VAN GOGH. DOPO UNA DISCUSSIONE CON GAUGIN , L’ARTISTA IN PREDA AD ALLUCINAZIONI SI MOZZO’ L ORECCHIO SINISTRO CONSEGNANDOLO POI AD UNA AMICA. FU RICOVERATO IN OSPEDALE DOVE GLI FU DIAGNOSTICATA PSICOSI EPILETTICA CON ATTACCHI DÌ PANICO E ALLUCINAZIONI. LE SUE TELE PERO’ AVEVANO TANTO SUCCESSO E VENIVANO PRESENTATE DAI CRITICI D ARTE AD IMPORTANTI MOSTRE . I SUOI COLORI VIVACI , I PAESAGGI RAFFIGURATI RIMANEVANO IMPRESSI NELL’ ANIMO UMANO QUASI ESPRESSIONI DÌ UNA IDENTITA’ CREATIVA SUPERIORE. IN ULTIMO VENNE PORTATO AD ARLES DOVE, IN PREDA AD UNA ENNESIMA CRISI DÌ FOLLIA, SI SUICIDO’. ERA IL 1890. LA MOSTRA COMPOSTA DA 110 OPERE , UNA SETTANTINA DÌ VAN GOGH E UNA QUARANTINA DÌ PITTORI DEL CALIBRO DÌ PISARRO E GAUGIN , ABBRACCIA LA TEMATICA DELLA DIFFERENZA TRA LA VITA DÌ CITTA’ E QUELLA DÌ CAMPAGNA BEN CONOSCIUTA E QUINDI VISSUTA DALL ‘ARTISTA OLANDESE. L ‘ EVENTO,CURATO DALL ‘ESPERTA CORNELIA HOMBURG E, VISITABILE PRESSO IL COMPLESSO DEL VITTORIANO, TERMINERA’ IL SEI FEBBRAIO 2011.

FEDERICA PANSADORO

http://issuu.com/lacianciadiquartiere/docs/c11859_lcq_nov_2010_1_trimboxes_ipp

L' estate romana " VINOFORUM "

E’ giunta alla settima edizione la rassegna che presenta le migliori aziende vitivinicole d’Italia e internazionali. L’ evento eno-gastronomico ,che si è svolto, a lungotevere Maresciallo Diaz , nei pressi della Farnesina, dal 28 maggio al 12 giugno 2010, proponeva ben 2500 etichette di vini da tutto il mondo , accompagnati da pregiati cibi italiani. Ben 40.000 sono stati gli ospiti che hanno voluto degustare le prestigiose etichette affiancate da un piacevole sottofondo di musica Jazz. Difatti dal 2009, la rassegna “Jazz festival“supporta Vinoforum, proponendo professionisti, del Jazz e non, che hanno suonato musica di qualità indiscussa. Evento quotidiano principale della rassegna è stata l’ ora dell’ aperitivo, dove giovani intenditori mangiavano squisite tartare di pesce e molluschi, ma anche salumi e formaggi caratteristici dell’ Italia, bevendo anche dell’ottimo vino regionale. Uno spazio è stato dedicato anche ai corsi , istituendo una vera è propria “scuola del vino “ dove si poteva imparare ad avvicinarsi al mondo degli enologi e sommelier ,seguendo proprio i consigli dei professionisti del mestiere presenti ,prima citati . Maestri , i più importanti collaboratori dell’ AIS , Associazione Italiana Sommelier. Anche gli oli italiani hanno avuto il loro riconoscimento, difatti, lo stand a loro dedicato, è stato uno dei più frequentati dal pubblico , specialmente quello dell’ olio extra vergine d’ oliva. Lo spazio per la ristorazione è stata presa d’ assalto per la bontà delle pizze e focacce al rosmarino servite, appena sfornate , il tutto opera di Sandrino’s Fornai Evoluti . Anche lo champagne ha fatto il suo ingresso alla manifestazione , accompagnato da salmoni e tonni affumicati ,ma soprattutto dalle freschissime ostriche , le deliziose bottiglie con le bollicine hanno dato un tocco di eleganza raffinatissima a Vinoforum . Da notare la presenza dal 7 giugno a rassegna conclusa, del “motorhome” del Gruppo Menegalli , la lussuosa navetta messa a disposizione degli ospiti ,con all’ interno un’ ampia gamma di assaggi di salumi e prelibatezze offerte da illustri industrie gastronomiche .

Federica Pansadoro

FINCHE' SANTORO VA ..... LASCIAMOLO ANDARE ....!!!!

Come annunciato da diverse agenzie di stampa ,il giornalista Michele Santoro , presentatore del programma fazioso di sinistra “Anno Zero” lascia la Rai per altre mete . Dopo averci allietato durante l’inverno con un unico motivo , quello di distruggere in qualsiasi occasione il nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi , invitando spesso e volentieri personaggi fastidiosi quali la escort Patrizia Daddario e valendosi anche dell’aiuto dell’ altro giornalista esponente del partito “Italia dei Valori” Marco Travaglio, Santoro è stato liquidato dall’emittente nazionale con una cifra di milioni di euro . Gli esponenti del PDL ma anche quelli di sinistra hanno attaccato per via della cifra esagerata considerata come buonuscita . Dai vertici Rai si dichiara :” l'accordo consensuale deve essere implementato attraverso contratti applicativi che saranno messi a punto nei prossimi giorni, prevede la realizzazione di nuovi progetti editoriali che verranno realizzati da Michele Santoro nei prossimi due anni''e poi ''continuerà' ad avvalersi della collaborazione di Santoro che, in questo modo, avrà la possibilità di sperimentare nuovi generi televisivi attraverso un ulteriore sviluppo del proprio percorso professionale “. Ancora non si sanno le motivazioni di questo contratto non rinnovato. Il giornalista però da tempo pensava di intraprendere una nuova strada , sperimentando così un percorso differente dall’ essere protagonista indiscusso della politica giornalistica antiberlusconiana del giovedi’ in prima serata . Ultimamente ,aveva fatto scalpore l’invito alla sua trasmissione ,di Morgan , cantante del gruppo Blu Vertigo e giudice della trasmissione di Rai 2 , che scopriva nuovi talenti, “ X Factor ” . L’artista ,escluso dal recente Festival di San Remo a causa delle dichiarazioni fatte ad una testata giornalistica sull’uso personale della cocaina , è stato difeso da Santoro che per l’occasione ha tirato fuori una vecchia intervista degli anni 60, fatta a Sir Paul Mc Cartney, da una emittente televisiva, dove il Beatles diceva di aver fatto uso quattro volte di LSD. Altre puntate di Anno Zero andranno in onda fino al 10 giugno . Chissà quale altra “sorpresa” Santoro o Sant’ Oro ,come l ' hanno soprannominato, ci riserverà prossimamente ?




Federica Pansadoro

IL MOSAICO DI SAN TOMMASO IN FORMIS

Alcune fonti ,documentano la fondazione del complesso monumentale di San Tommaso in formis ,all’ epoca di Gregorio Magno (540-606 d.C.)
Lo scrittore Ottavio Panciroli, attribuisce al complesso, la funzione di aver conservato le reliquie del Santo, ma ,ad oggi non vi è certezza .
La fondazione della Chiesa, è da collocarsi tra il X e l ‘XI secolo .
Secondo alcune fonti ,risulta che il complesso di san Tommaso in formis, veniva considerato un monastero benedettino .Gli studiosi trovarono infatti la presenza di elementi che, ricordavano l' abbazia di Cluny.
La fondazione dell’ordine dei trinitari ,avvenne in Francia attorno al 1193, in seguito ,alla visione di S. Giovanni de Matha : durante la prima messa celebrata a Parigi , alzando l 'ostia gli apparve un angelo sopra l 'altare con una croce a 2 colori, rosso e azzurro: “Medesimamente in croce teneva alla destra un christiano e alla sinistra un moro ,ambidoi incatenati , il che mostrava segno di schiavitudine e di cambiar l ‘uno per l ‘altro” da “ La celeste istituzione del Sacro Ordine della Santissima Trinità della redenzione degli schiavi”. Velletri pp18-19 .La liberazione degli schiavi caduti in mano degli infedeli e la loro detenzione in schiavitù ,erano alcuni dei problemi più sentiti in quel periodo. Con il sopravvento dei musulmani su Gerusalemme (1187) ,si ritenne neessario, in difesa dei prigionieri cristiani, un intervento della Chiesa .
Nel 1204 Innocenzo III bandì la quarta crociata per la liberazione di Gerusalemme .Questa crociata assunse non solo il significato della riconquista dei luoghi santi , ma anche l ‘ impegno della Cristianità a liberare i prigionieri dei musulmani. Il riconoscimento dell’ ordine venne certificato dalla bolla di Innocenzo III.. Giovanni De Matha si occupò sia dei prigionieri malati sia fisici che psichici , proprio nel complesso da lui fondato . Morì a Roma 1213 e fu sepolto nella chiesa di San Tommaso. Nel 1655 due monaci trafugarono la salma e la portarono a Madrid.
IL SIGILLO
Entro una edicola marmorea ,con doppio arco a tutto sesto,sostenuto da lesene e da colonnine aggettanti, è inserito il tondo musivo la cui circonferenza è tangente in alto con la lunetta dell’edicola che ospita la croce rossa e turchina dell’ordine e il grande arco che inquadra l’accesso all’ospedale ; il diametro verticale è occupato da Cristo seduto su un trono senza spalliera con l’intento di sorreggere con la mano destra la mano destra dello schiavo bianco, e, con la sinistra la sinistra dello schiavo moro. Intorno al bordo c è la scritta SIGNUM ORDINIS SANTAE TRINITATIS ET CAPTIVORUM .
Secondo il Panciroli il gesto di Cristo sta a significare " lo riscatto dell’uno e dell’altro quando mancasse il denaro”,quasi come un Cristo Pantocratore .
Risulta coerente, il valore di icona attribuito al signum, in quanto traduzione di una visione ,ovvero di un evento visivo e cioè rappresentabile e di immediata comprensione per i tanti captivi.
La scelta del formato tondo viene affiancato allo scudo, che è l’arma principale di salvezza del soldato. Il Cristo, ha i calzari ai piedi che poggiano su un suppedaneo, tangente al bordo inferiore del trono senza schienale e senza decorazioni. Ha le braccia allargate non solo per alludere alla croce ,ma anche per mostrare l’oggetto delle cure dell’ordine ovvero il fedele prigioniero del pagano,reso tale dalla fede in Cristo e per la libertà del quale ,Cristo stesso si fa garante della liceità dello scambio con un prigioniero “infedele”ovvero un non battezzato. Lo schiavo moro ha sulla mano destra il laccio dei suoi ceppi ,a significare che prima di essere prigioniero dei cristiani ,è prigioniero di se stesso e delle tenebre che lo avvolgono.
Gli autori della nostra opera d’arte ,sono i marmorari romani Jacopo e suo figlio Cosma ,come dimostra la scritta posta sulla cornice “MAGISTER IACOBUS CUM FILIO SUO COSMATO FECIT OHC (SIC) OPUS”. Questa edicola si può paragonare ,con la lunetta del portale destro del duomo di Civita Castellana, anche questa opera dei maestri citati prima .
Il medesimo disegno lo troviamo nel codice Vat. lat. 5407 al foglio 53v. p 99 v (mm 210 x 280 ) fatto dai trinitari di San Tommaso in formis , anche se stilisticamente è differente, nel San Carlino alle quattro fontane ,opera borrominiana del 1594.
Il mosaico, secondo Giulio Cipollone, uno studioso dell' arte musiva , è una “ trasmissione del bello e del bello nella storicità ". Vede l ‘artista come “artifex” con i limiti dovuti alla sua percezione individuale e i limiti imposti dal committente. Nella lunetta dell’ edicola è sita una croce che è coeva , ma venne messa in seguito per rendere più evidente e visibile l’appartenenza di san Tommaso in formis all’ordine dei trinitari .
IL MOSAICO
Le tessere sono di materiale lapideo , di terracotta ,di pasta vitrea e smalto. Secondo una antica tecnica era stato eseguito da tre diversi maestri : il pictor imaginarius ,che , avuta l’idea della composizione ,eseguiva il disegno, il parietarius,che riportava e adattava il disegno sul muro, il musivarius, che disponeva in modo vario ,su uno strato di cemento le tessere,per ricavarne i migliori effetti di luce.
La circonferenza più interna ,consiste in un giro di una sola tessera di colore scuro; la seconda ,di un giro di due tessere di color rosso; per la parte più in alto del mosaico, in corrispondenza della croce sull’asta del Bianco sin verso il capo del Moro; il resto è realizzato da tre tessere. La terza circonferenza in marmo è modulata in quattro sbalzi che alzavano,verso l’esterno di 15 mm ;la quarta circonferenza consiste in una fascia di mosaico blu che contiene la legenda emblematica.
L’intero mosaico poggia su di un piano perpendicolare ,e, questo è interamente ricoperto da tessere di pasta vitrea dorata dome le lettere della leggenda .Sono di pasta vitrea: il mantello di Cristo , il corpo del Moro, il fondo della leggenda e i chiaroscuri.
Tessere lapidee : rosa e bianco del panneggio di cristo , incarnati del Bianco e del Cristo Tessere di cotto :passaggi cromatici di luci e ombre della tunica di Cristo .L ‘opera pare sia stata realizzata in “6 giornate”.A “livello figurativo” seguiamo il movimento dall’alto verso il basso e da sinistra a destra .

LE FIGURE
Il Cristo è più grande, rispetto agli schiavi in proporzione di uno a tre . Ha una fluente chioma con una leggera riga centrale . Le pupille degli occhi sono formate da tessere più grandi e sono rivolte verso sinistra .Il naso affilato e la barba ,folta, ricopre il viso incorniciandolo. Il mantello, scende dalle spalle ricoprendo la spalla destra e il braccio destro sino al gomito, mentre dall’alto lato,ricopre la spalla e il braccio sinistro fino al polso ,per scendere ,seguendo il lato sinistro ,sulla vita e terminare a coprire la gamba destra. La tunica che incornicia il collo, è senza adorni ,e, su essa scorre una stola dorata lunga fino ai piedi .I piedi sono calzati da sandali
Lo schiavo Bianco
Il suo viso è posto di profilo a ¾ voltato verso sinistra. .Il naso e gli occhi sono ben delineati, il corpo è ignudo con un panno che cinge la sua vita, dal bacino fino alle ginocchia. Impugna una croce di colore scuro con la mano sinistra. Le caviglie sono avvinte da ferri ma questi sono spezzati. I piedi sono scalzi.
Lo schiavo Moro
Questa figura è di colore molto scuro . Ha i capelli ricci ,il corpo ignudo ,con un panno che lo copre dal bacino alle ginocchia .Ha una corporatura più solida e massiccia rispetto al Bianco . L’altezza è uguale per entrambi. Ha alle caviglie due ferri chiusi , i piedi sono scalzi.
Il messaggio che si voleva trasmettere è arrivato alla folla di fedeli ,acquistando ,con il tempo un valore universale e cioè che attraverso il Cristo ,l’umanità in tutte le sue razze può raggiungere la salvezza e la liberazione dai ceppi del peccato.

Federica Pansadoro

http://www.lottimista.com/cultura/arte/1271-san-tommaso-in-formis-un-monumento-della-tarda-antichita-romana-giunto-fino-a-noi.html

Yorkshire terrier

E’ una delle razze canine più diffusa nella nostre case ! Amico fedele e simpatico, ci dona affetto e allegria insieme ad un tocco di creativa giocosità. Il nome della razza deriva dall’ omonima contea inglese dove nacquero i primi allevamenti. Gli esemplari, iniziarono a diffondersi all’ inizio del 800 come cani utilizzati per cacciare i topi dalle miniere di carbone, e per salvare sempre all’ interno di esse, i minatori in difficoltà. Hanno un pelo, di solito, argenteo non tanto lungo , setoso , orecchie a forma di V ,occhi scuri e un nasetto- tartufo ,nero. La dentatura è bianca con chiusura a forbice pressoché perfetta .Per un esemplare con pedigree, il peso non supera i quattro chili. Ama la vita casalinga e difende tutti i componenti della famiglia durante la presenza di estranei nel suo entourage . Si destreggia in corse e acrobazie sui divani e poltrone, amando dormire tra cuscini e coperte perché calde. Il loro cibo preferito è composto soprattutto da carne , preferibilmente bianca insieme a riso ,senza amido, e verdure , quali carote lessate e zucchine. Una buona alimentazione aiuta l’ animale anche a mantenere forte la dentatura e il pelo ad essere lucidissimo. Si consiglia durante il periodo invernale ,l’ uso di un cappottino di lana per evitare malattie da raffreddamento. Il carattere del cane è complesso e andrebbe analizzato a seconda di ciascun esemplare ma nella maggior parte troviamo un comportamento vivace , intelligente , è gran camminatore ed e’ capace di sopportare la solitudine di qualche ora durante il giorno. Sa’ anche essere un eccellente guardiano della nostra dimora ,abbaiando fortemente quando, secondo loro, avvertono il pericolo. Difatti essendo molto diffidenti, concedono la loro fiducia solo dopo una profonda conoscenza della persona. Insomma, un piccolo simpatico amico da coccolare ed essere fieri di avere. Lo Yorkshire, vanta in tutto il mondo un gruppo di numerosissimi ammiratori grazie alla sua capacità di essere compagnone e leale.



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Villa Mazzanti e il suo parco

La costruzione svetta nella parte orientale di Monte Mario, il più alto monte, fra i colli della zona della Farnesina. La villa risale al XIX secolo ed è stata progettata dall’ingegner Lucio Mazzanti ,sulle rovine di un vecchio edificio appartenuto alla nobile famiglia Barberini. Per arrivarci bisogna camminare attraverso sentieri tortuosi ,che partono dall’ entrata in via Gomenizza ,o valersi di una scalinata posta a lato. Il casino nobile, è sito in una piazzuola ed è adornato da sedici fontane che ,sono disposte lungo i sentieri e che ci regalano, ancor oggi, dei meravigliosi giochi d ‘acqua ,dal giardino all’inglese e da un laghetto artificiale con in mezzo una capanna rustica, edificata in stile nord Europa. La villa è suddivisa in tre piani e ci sono dodici ambienti. Da mettere in risalto la panoramica loggia architravata, dove si può ammirare la cupola di San Pietro e Roma dall’alto. Sulla balconata spiccano sei colonne con capitelli corinzi in cotto e i disegni a tempera, di autore ignoto ,raffiguranti una serra con piante mediterranee ed esotiche ,ma anche esemplari vegetali frutto di fantasia. Questo luogo ora è protetto da vetrate, proprio per salvaguardare l’opera pittorica murale. I sostegni in vetro sono stati posti a seguito di un restauro del 1993. L’ esterno della villa è di intonaco finto bugnato, arricchito da figure allegoriche ,eseguite con la tecnica del semi fresco ,che ricordano quelle dipinte da Giulio Romano e Giovanni da Udine nella vicina Villa Madama. Il giardino che circonda la villa Mazzanti, si estende per quattro ettari . Si possono trovare ,attorno alla signorile abitazione ,aiuole e roseti , e nel resto, un bosco composto nella maggioranza da noccioleti, lecci, tigli ,oleandri e da varietà di palme e piante tropicali. Anche le specie animali sono molteplici .Tantissimi uccelli quali il falco ,l’ airone e l’upupa sorvolano i visitatori , che incontreranno, inoltre, i roditori come il moscardino e il topo selvatico. Durante l’ anno si organizzano visite notturne per studiare il comportamento di alcuni insetti. La villa con il parco, nel 1967 divenne di proprietà del Comune di Roma . Ora è sede di un ente del Comune che si occupa delle oasi verdi protette della regione Lazio. La riserva, è aperta al pubblico ,difatti nella parte inferiore , è stata costituita un area giochi dove anche i bambini possono divertirsi e fare passeggiate ammirando le bellezze proposte dal luogo.

Federica Pansadoro
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PASTICCERIA GUIDI XVII CIRCOSCRIZIONE NEGOZIO D EPOCA

Tra i numerosi negozi d’ epoca della XVII circoscrizione ,spicca per simpatia e gentilezza dei proprietari ,la pasticceria Guidi. Sita in via Marcantonio Bragadin  90, l ‘attività gestita dal cordiale proprietario Vincenzo con  la moglie Patrizia , ricorda molto le famose botteghe artigianali di una volta. Nei primi anni 70 dove ora sorge la pasticceria vi era un piccolo laboratorio dolciario di nome Lori . Con il passare del tempo fu rilevato dal signor Vincenzo che nel 1990 decise di espandersi prendendo anche i locali limitrofi. Ora troviamo una vera e autentica gestione familiare , le figlie del proprietario Carla e Doriana accolgono la loro affezionata clientela che da anni frequenta il negozio. Non da meno la banchista ,rumena di Bacau, Maria che con i suoi 22 anni socializza e da un tocco di internazionalità . Il signor Vincenzo originario di Montecarlo in provincia di Lucca è stato da sempre amante dell’arte pasticcera ma anche la sua sorella ha una pasticceria nei pressi di San Pietro a Via Ottaviano , una passione di famiglia !!!  Specialità della pasticceria sono naturalmente i dolci ma non mancano le pizzette e i pan brioche ,su ordinazione, per i grandi eventi. Molto buoni sono i mont blanc e soprattutto le cassate siciliane , ricoperte di una consistente glassa guarnita con frutta candita. Durante il periodo invernale ed in particolare per tutte le feste natalizie sono soliti preparare panettoni e pandori sia semplici che farciti e decorati con soggetti di zucchero , cioccolato e marzapane. Nel periodo estivo c’ è invece del buon gelato , nei vari gusti che spaziano dalle creme fino alla fresca frutta. Di domenica,ma anche nei giorni feriali, la pasticceria ha una numerosa clientela mattutina : i cornetti caldi appena sfornati deliziano i palati di giovani e anziani del quartiere . Il saccottino con crema di mandorle , i cornetti con cioccolato bianco e nero e l’ integrale con il cuore di miele sono solo degli esempi delle prelibatezze della pasticceria … un invito quindi a provare le loro golosità.

Federica Pansadoro