giovedì 14 aprile 2011

Santa Prassede: gli albori della Roma cristiana

Eretta tra l’VIII e il IX secolo in via San Martino ai Monti, con altra entrata in via di Santa Prassede, la basilica fu dedicata alla santa, una delle figlie del senatore Pudente, convertito al cristianesimo per opera dell’apostolo Paolo. Si narra che la stessa Prassede desse ospitalità nella sua casa ai cristiani durante la persecuzione e raccoglieva il sangue fuoriuscito dalle loro ferite, conservandolo in un pozzo. Per questo motivo Prudente e le due figlie subirono il martirio. Le reliquie di Santa Prassede e Santa Pudenziana, sua sorella, furono conservate per onorarle, nelle omonime chiese a loro dedicate.
L’attuale chiesa di Santa Prassede fu edificata da Pasquale I per raccogliervi le reliquie dei martiri sepolti nelle catacombe di Santa Priscilla, per sottrarle al pericolo della dispersione durante l’assedio longobardo. A tre navate suddivise da colonne, la basilica presenta una serie di mosaici medievali posti a decorare il catino absidale, l’arco absidale e l’arco trionfale. Nella parte superiore del catino absidale, è stato raffigurato Cristo con le Sante Prassede e Pudenziana, gli apostoli Pietro e Paolo e il papa Pasquale I, nella parte inferiore invece i dodici Apostoli raffigurati come agnelli e Cristo, Agnello Pasquale. Presenti i quattro fiumi del paradiso terrestre, che si dirigono verso i quattro punti cardinali. Sull’arco absidale c’è sempre il Cristo, Agnello Pasquale, circondato da sette candelabri. Completano l’opera i quattro evangelisti con quattro angeli e ventiquattro vegliardi. Infine sull’arco trionfale troviamo sempre il Cristo con angeli, i dodici Apostoli, la Madonna con San Giovanni Battista e Santa Prassede. Le figure di Mosè e del profeta Elia ricordano l’Antico Testamento. Sullo sfondo la città di Betlemme. All’esterno della città, invece, gli eletti citati dal libro dell’Apocalisse.
Nella navata destra della basilica spiccano la Cappella del Crocifisso del XIII secolo, che ospita oltre alla tomba del Cardinale Pantaleone Anchier, un grande crocifisso ligneo, e il sacello di San Zenone, cappella risalente al secolo IX, interamente ricoperta da mosaici in stile bizantino. Era stata costruita seguendo l’architettura carolingia, da papa Pasquale I, perché si onorasse sua madre Teodora e San Zenone. All’interno di una nicchia, è stata posta la colonna della flagellazione di Cristo. Conservata in un’urna di vetro e bronzo, venne portata in Italia dal Cardinale Giovanni Colonna nel 1223. La cappella venne chiamata “Giardino del Paradiso” per la bellezza e sontuosità delle raffigurazioni. Continuando all’interno di Santa Prassede sul lato sinistro troviamo la Cappella Olgiati, commissionata nel 1583 dai banchieri comaschi Olgiati, che conserva i bellissimi dipinti posti sulla volta e realizzati dal Cavalier D’Arpino, e la cappella di San Carlo Borromeo del 1735. Durante i lavori di ripristino dell’aspetto medievale della basilica, svoltisi nel XIX secolo, la chiesa fu pavimentata in stile cosmatesco, cioè con tessere musive che raffigurano disegni geometrici tipici dei maestri cosmati, attivi fra il XII e il XIV secolo.

Federica Pansadoro

http://www.lottimista.com/2011/03/28/santa-prassede-gli-albori-della-roma-cristiana/

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