mercoledì 27 luglio 2011

Garfield, il supergatto

Garfield
di Federica Pansadoro
Dal 1 giugno possiamo tornare a divertirci al cinema con un simpatico amico, il gatto Garfield.
Il protagonista, assieme alla fidanzata Arlene, al cucciolo di cane Odie e al padrone Jon Arbuckle, si lancia in nuove ed emozionanti avventure.
Questo è il terzo film creato per il felino color arancio, tanto sornione e pigro, dedito alla vita comoda, che sorseggia fumanti caffè e mangia le sue adorate lasagne.
In questo capitolo della saga di Garfield, l’eroe Garzooka, suo alter-ego ed esponente della Pet force, un gruppo di valorosi supereroi, gli chiede aiuto nell’intento di salvarsi dalla cattiva Vetvix che minaccia di distruggere sia il mondo dei fumetti sia quello dei cartoni animati. Garzooka riuscirà a scappare dalla malvagità di Vetvix, portando con sé un cristallo portentoso. La perfida antagonista, però, riuscirà a trasformare i personaggi in zombie e Garfield, a questo punto, dovrà abbandonare il suo atteggiamento sornione per liberare l’umanità e neutralizzare la perfida rivale.
Rispetto ai primi due capitoli della serie, il film è più breve e realizzato in 3D. I colori utilizzati sono molto vivaci e, assieme alla trama, mantengono lo spettatore in una suspense avvincente.
Il regista Mark A.Z. Dippè ha voluto regalarci un prodotto dotato di una tecnologia molto semplice, utilizzando però suoni potenti e differenti da quelli tradizionali, oltre alla rivisitazione eccentrica di luoghi e situazioni della nostra vita quotidiana. In particolare, l’impostazione è pensata per una fascia di spettatori in età prescolare.
Ci attendiamo un altro strepitoso successo targato Medusa e ci auguriamo che proseguano ancora per molti altri film le avventure di Garfield e dei suoi amici.

http://www.lottimista.com/2011/06/20/garfield-il-supergatto/

Laure Amforta e il misterioso fascino dei fiori

Laure Amforta
di Federica Pansadoro
Pennellate di colore in una serata di primavera. Ecco come ci appare l’esposizione che la pittrice francese Laure Amforta ha dedicato ai suoi estimatori italiani presso la galleria d’arte di via Fontanella Borghese, 31 a Roma (fino al 26 giugno 2011).
Studiosa d’arte, ha appreso le tecniche che predilige nell’illustre Parsons Paris School of Design, dopo aver frequentato a lungo la scuola St.Martin di Londra. Originaria di Parigi, dove lavora e si perfeziona, Laure ha voluto dedicare questa serie di quadri al tema dei fiori. Peonie, tulipani e ranuncoli: ecco un valzer di petali delicatamente rappresentati sulle tele, profumato simbolo di vita e di pace, cosa che la pittrice ha spiegato durante una breve intervista. Ha dichiarato inoltre la sua passione per l’Italia e per l’arte italiana. Queste tele rimandano al mondo di Lewis Carrol, lo scrittore autore di Alice nel Paese delle Meraviglie.
L’artista ha sottolineato anche la sua passione per la ceramica: lavora la creta senza uso del tornio, modellandola totalmente a mano. Questa tecnica rende le sue opere vere e proprie sculture dai soggetti naturali, in particolare foglie di piante acquatiche e fiori, smaltandole spesso a spruzzo, privilegiando una ricca gamma di verdi, colori autunnali e diverse tonalità di bianco.
Dopo il mistero dei fiori è prevista una sua seconda mostra a Roma dedicata alla ceramica (presso la Galleria del Cortile in via del Babuino) e a dicembre a Parigi nel quartiere di Marais, dove ai fiori verranno affiancati alcuni oggetti di design di sua creazione.

http://www.lottimista.com/2011/06/07/laure-amforta-e-il-misterioso-fascino-dei-fiori/

Rosa Alberoni: Arianna sfida il destino

Arianna sfida il destino




di Federica Pansadoro

Dalla penna della scrittrice Rosa Alberoni, ecco giungerci “Arianna sfida il destino” (Rizzoli, 2011), romanzo storico corredato di avventurose vicende e meravigliose descrizioni di ambienti.
È la storia di Arianna, donna vissuta tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, quando la penisola italiana era occupata dalle armate napoleoniche. La rivoluzione francese era approdata al seguito delle baionette giacobine che dopo aver scacciato gli austriaci avevano aiutato Napoleone a creare in Lombardia e in tutto il Nord la Repubblica Cisalpina e nel Sud avevano eliminato i Borboni e fatto proprio il Regno di Napoli.
Arianna era nativa di una delle isole Tremiti, San Domino. Era di umili origini, ma di una sfolgorante bellezza. Aveva sposato Giulio, conte di Venosa, dal quale aveva avuto un figlio, Marco.
Il destino, però, le prospettava una vita diversa: Arianna non doveva trascorrere la sua vecchiaia con il marito accanto che morì durante la guerra. Il marchese Mario Russomanni, altro personaggio chiave del romanzo, aveva avuto in gioventù una simpatia amorosa per Arianna, ma era stato ostacolato dalla propria madre, donna Miranda che gli impose di convolare a nozze con Maria Luisa von Graffemberg, austriaca.
Tra le numerose amanti del marchese Russomanni spicca Elena, innamorata di Mario, ma di natura volubile.
In questo romanzo vengono spesso citati personaggi come Napoleone, il cardinale Ruffo e molti altri protagonisti dell’epoca. Dall’interessante lettura emergono, con evidenza e crudo realismo, episodi della guerra civile ed aneddoti ad essa connessi che coinvolgono sia Arianna sia Mario, quest’ultimo nella veste di generale delle truppe sanfediste del cardinale Ruffo, vittoriose sui francesi della repubblica partenopea.
Il sottile filo conduttore della trama è l’amore di Mario Russomanni per Arianna Venosa, che si concluderà con il loro matrimonio nell’isola di San Domino. Ebbene sì, come nelle favole a lieto fine è stato ancora una volta rispettato il detto latino amor omnia vincit. E tutti vissero felici e contenti

http://www.lottimista.com/2011/06/17/rosa-alberoni-arianna-sfida-il-destino/

Spoleto: una mostra fotografica su Giovanni Paolo II

Reuters Spoleto Giovanni Paolo II

di Federica Pansadoro
Nell’incantevole cornice del Battistero di Spoleto o Chiesa della Manna d’oro, l’arcidiocesi di Spoleto e Norcia con la collaborazione dell’agenzia fotografica Reuters hanno voluto allestire un omaggio alla figura del recente Papa Beato Giovanni Paolo II, con la mostra che raccoglie immagini e reliquie del pontefice.
L’esposizione, inaugurata il 7 maggio 2011, pochi giorni dopo la beatificazione, è stata ben studiata per ricordare i momenti più salienti della vita di Wojtyla, colti da professionisti dell’obbiettivo e ben collocati all’interno dello spazio espositivo.
Si riconoscono i numerosi viaggi, ma anche i momenti più dolorosi trascorsi, come l’ultima apparizione dalla finestra di Piazza San Pietro, prima di morire. Tra gli scatti più significativi troviamo quello in cui le personalità del mondo politico internazionale sono raccolte in ginocchio per pregare di fronte alla salma di Giovanni Paolo II: “ i grandi dinnanzi al Grande”.
L’agenzia ha voluto regalarci anche la visione degli ultimi comunicati stampa firmati da Joaquin Navarro Valls, l’allora direttore della Sala stampa della Santa Sede, e l’annuncio della morte del Papa, oltre ai biglietti aerei delle località da lui visitate in tutto il mondo.
La società Scrinium, fiduciaria dell’archivio segreto Vaticano, ha concesso come “Exemplaria Praetiosa” il Sigillo d’oro apposto sulla bolla di Indizione del Grande Giubileo dell’anno 2000.
Anche i pompieri di New York che avevano operato tra le macerie dell’11 settembre 2001 vollero omaggiare il beato con una croce composta di ferro ricavato dalle rovine di Ground Zero. Esposti inoltre casula e pallio, indossati per la cerimonia di chiusura del Giubileo del 2000, una mitria con ricamati i simboli dei quattro evangelisti, opera donata dal Monastero benedettino di Santa Maria di Rosano e due vesti talari, una bianca e una gialla. La mostra, curata Philip Pullella, giornalista e Capo Servizio per l’Italia e per il Vaticano della Reuters, rimarrà visibile al pubblico fino al 30 agosto 2011.


http://www.lottimista.com/2011/07/05/spoleto-una-mostra-fotografica-su-giovanni-paolo-ii/

Gli irripetibili anni 60 in mostra a Roma

Iripetibili anni 60
di Federica Pansadoro
Grande successo per la mostra dedicata agli anni 60, inaugurata a Roma il 9 maggio 2011. Le opere, circa 170 tra dipinti e sculture, saranno ospitate fino al 31 luglio 2011 dalle prestigiose sale del Museo Fondazione Roma a Palazzo Cipolla.
Si evidenzia il percorso artistico di nomi illustri (avvenuto tra la fine degli anni 50 e l’inizio dei ’70) e la collaborazione tra la capitale con la multiculturale Milano. L’esposizione è stata curata da Luca Massimo Barbero, direttore del museo M.A.C.RO. di Roma.
Il presidente della Fondazione Roma, Emmanuele F.M. Emanuele nel comunicato stampa ha voluto evidenziare il cambiamento culturale, in senso artistico, avvenuto in quegli anni. Infatti fu dato ampio spazio ai laboratori e ai gruppi sperimentali proprio in quella società dove l’evoluzione economica aveva preso piede. Se Roma era considerata il fulcro della scena artistica nazionale, Milano aveva ottenuto l’appellativo di capitale dell’arte internazionale d’avanguardia. Giorgio Marconi, gallerista, nel 1965, propose il suo studio come luogo d’incontro di amanti e personalità interessati all’arte.
La mostra è stata suddivisa in quattro sezioni. La prima, dedicata alla monocromia e astrazione, approfondisce la figura di Lucio Fontana, pittore e scultore italiano nato in Argentina, sostenitore del movimento spazialista. Inoltre si evidenzia anche quella di Yves Klein, francese di Nizza, esponente del Dadaismo e per alcuni critici legato al Nouveau Realisme. La seconda parte è interamente costruita per studiare la Pop Art, usufruendo delle opere di Hockney, ne troviamo difatti ben quattro esposte, due delle quali provenienti dal museo di Madrid, Thyssen Bornemisza e alcune del ciclo “tutte stelle “ di Mario Schifano.
Continuando si osserva nella terza parte l’internazionalità scelta per quel periodo, preferendo maestri come Peter Blake e Hamilton per la Pop Art, e Marcel Duchamp e Man Ray per il Dadaismo e Surrealismo. Anche le novità per l’epoca, nel campo della scultura, sono state raccolte in questa sezione rappresentate dalla Colonna vertebrale di Scanavino, opera di oltre tre metri. L’ultima parte ci presenta la scelta di nuovi materiali e modi nuovi di comunicare attraverso l’arte, come le opere di Arnaldo e Gio’ Pomodoro e di Gianni Dova. Si potrà visitare l’intera mostra fino al 31 luglio. Il 7 settembre, le opere verranno trasferite a Milano presso il Palazzo Reale e saranno visibili fino al 20 novembre 2011.


http://www.lottimista.com/2011/07/12/gli-irripetibili-anni-60-in-mostra-a-roma/

Teatro d’impresa, per manager alla ribalta

Teatro d'impresa

di FP
Attrice e attualmente direttrice artistica del “Teatro dell’Eco”, la triestina Daunia Del Ben ci ha voluto regalare in questi giorni, presso lo “Spazio Informale di Roma” in via dei Cerchi 75 , un assaggio di un nuovo modello di teatro d’impresa, basato sulle sue esperienze e sugli approfondimenti effettuati in questi anni.
Laureata in scienze delle comunicazione, la Del Ben ha dato un taglio internazionale alle sue conoscenze, trasferendosi in Francia e poi in California (Usa), dove ha sostenuto l’idea di un nuovo sistema sperimentale di selezione del personale attraverso il Teatro d’Impresa. I punti focali trattati sono la comunicazione interna, dove il teatro diviene uno strumento di formazione; la comunicazione esterna, che si avvale sulla pubblicità di enti e aziende; la comunicazione integrata, che spiega gli strumenti di marketing e promozione d’ immagine; la comunicazione sociale/istituzionale, una sorta di termine di paragone con cui rapportarsi.
L’arte nella forma del teatro, come strumento formativo per i business manager di oggi, può solo facilitarne le capacità e l’inventiva, usando una ben nota realtà sensibile e creativa che appartiene in particolare agli artisti.
L’attrice, durante lo spettacolo, proprio per far capire meglio il concetto di teatro d’impresa, ha voluto interagire con il pubblico, coinvolgendolo in diverse situazioni atte a far emergere un leader, poi premiato con una bella cravatta di seta.
È stata presentata una nuova forma di spettacolo, che ha come obiettivo quello di portare la performance al massimo, sotto tutti i punti di vista.

http://www.lottimista.com/2011/07/26/teatro-dimpresa-per-manager-alla-ribalta/

Giulio Cybeo, l’artista che non amava mostrarsi

Giulio Cybeo
Il pittore Cybeo nacque a Genzano di Roma nel 1911, da nobile famiglia di origine toscana (Massa), trascorse la sua infanzia studiando nei collegi salesiani. Figlio unico, era solito impegnare il suo tempo seguendo le lezioni di catechismo, partecipando attivamente alla vita parrocchiale e disegnando fiori e paesaggi di campagne vicino Roma. Si ispirò in particolare alla sua terra natia, accennando spesso nei suoi quadri alla famosa “infiorata”, evento annuale che risale al 1778, celebrato ancora oggi in occasione della festa del Corpus Domini.
Era conosciuto in tutto il mondo per la particolarità di riprodurre lungo la strada del paese (via Sforza, ora via Bruno Buozzi), un tappeto composto da fiori di diverse specie e colori, a rappresentare soggetti sacri ed omaggi ad esponenti di vari campi artistici. I bambini, ancora oggi, al termine delle celebrazioni, usano scomporre il tappeto facendo volare i petali da ogni parte.
Cybeo era una persona molto riservata, non amava mostrare i suoi quadri. Difficilmente partecipava a mostre e concorsi pittorici. Tra le sue opere “sacre”, da ricordare quelle sulla Madonna e i santi Antonio e Francesco.
All’età di trenta’anni si sposò con una giovane abruzzese e insieme decisero di stabilirsi a Roma nel quartiere Prati, dove l’ artista iniziò anche la carriera di ufficiale di Polizia di Stato. Nella capitale continuò a voler esprimere la sua forte fede cristiana partecipando attivamente alla vita parrocchiale nella Chiesa di S. Giuseppe al Trionfale. È della fine degli anni cinquanta il ritratto ad olio di papa Pio XII, attualmente esposto nella cappella del Liceo Lasalliano intitolato all’ omonimo pontefice.
Nel ventennio seguente, Cybeo preferì ancora dipingere fiori e soprattutto pensò di valorizzare i suoi quadri con preziose cornici d’epoca settecentesca, quasi a dare al proprio lavoro un gusto retrò. Negli anni ottanta seguirono tele dedicate all’ Abruzzo, in particolare ai paesaggi vicino al Parco nazionale della Maiella. Spaziò inoltre la sua creatività nel riprodurre bottiglie con conchiglie attaccate al vetro, servendosi di una propria tecnica che utilizzava il gesso con la paglia e collanti colorati per dare l’effetto di antico e di “bottiglia riemersa dai mari”. L’artista è mancato di recente all’ età di novantotto anni. Le sue ultime opere sono delle rappresentazioni della vita quotidiana e del proprio luogo di nascita, eseguiti su fogli A4 con matita e carboncino.

http://www.lottimista.com/2011/07/26/giulio-cybeo-lartista-che-non-amava-mostrarsi/