mercoledì 27 luglio 2011

Giulio Cybeo, l’artista che non amava mostrarsi

Giulio Cybeo
Il pittore Cybeo nacque a Genzano di Roma nel 1911, da nobile famiglia di origine toscana (Massa), trascorse la sua infanzia studiando nei collegi salesiani. Figlio unico, era solito impegnare il suo tempo seguendo le lezioni di catechismo, partecipando attivamente alla vita parrocchiale e disegnando fiori e paesaggi di campagne vicino Roma. Si ispirò in particolare alla sua terra natia, accennando spesso nei suoi quadri alla famosa “infiorata”, evento annuale che risale al 1778, celebrato ancora oggi in occasione della festa del Corpus Domini.
Era conosciuto in tutto il mondo per la particolarità di riprodurre lungo la strada del paese (via Sforza, ora via Bruno Buozzi), un tappeto composto da fiori di diverse specie e colori, a rappresentare soggetti sacri ed omaggi ad esponenti di vari campi artistici. I bambini, ancora oggi, al termine delle celebrazioni, usano scomporre il tappeto facendo volare i petali da ogni parte.
Cybeo era una persona molto riservata, non amava mostrare i suoi quadri. Difficilmente partecipava a mostre e concorsi pittorici. Tra le sue opere “sacre”, da ricordare quelle sulla Madonna e i santi Antonio e Francesco.
All’età di trenta’anni si sposò con una giovane abruzzese e insieme decisero di stabilirsi a Roma nel quartiere Prati, dove l’ artista iniziò anche la carriera di ufficiale di Polizia di Stato. Nella capitale continuò a voler esprimere la sua forte fede cristiana partecipando attivamente alla vita parrocchiale nella Chiesa di S. Giuseppe al Trionfale. È della fine degli anni cinquanta il ritratto ad olio di papa Pio XII, attualmente esposto nella cappella del Liceo Lasalliano intitolato all’ omonimo pontefice.
Nel ventennio seguente, Cybeo preferì ancora dipingere fiori e soprattutto pensò di valorizzare i suoi quadri con preziose cornici d’epoca settecentesca, quasi a dare al proprio lavoro un gusto retrò. Negli anni ottanta seguirono tele dedicate all’ Abruzzo, in particolare ai paesaggi vicino al Parco nazionale della Maiella. Spaziò inoltre la sua creatività nel riprodurre bottiglie con conchiglie attaccate al vetro, servendosi di una propria tecnica che utilizzava il gesso con la paglia e collanti colorati per dare l’effetto di antico e di “bottiglia riemersa dai mari”. L’artista è mancato di recente all’ età di novantotto anni. Le sue ultime opere sono delle rappresentazioni della vita quotidiana e del proprio luogo di nascita, eseguiti su fogli A4 con matita e carboncino.

http://www.lottimista.com/2011/07/26/giulio-cybeo-lartista-che-non-amava-mostrarsi/

Nessun commento:

Posta un commento