di Federica Pansadoro
Dall’11 marzo al 10 luglio 2011 il Vittoriano di Roma ospita l’esposizione delle opere della maggiore esponente della pittura decò: Tamara de Lempicka.
La mostra, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), dalla Regione Lazio e dalla Provincia di Roma, è stata curata da Gioia Mori, la storica d’arte che da anni si dedica ad approfondire il vissuto artistico della pittrice attraverso numerose ricerche sulle sue opere in tutto il mondo.
Ben 80 dipinti e 40 disegni corredati anche da 50 foto d’epoca descrivono il percorso della Lempicka dai primi anni Venti fino alla sua morte, avvenuta a causa di un’insufficienza cardiaca il 18 marzo 1980 a Cuernavaca, in Messico.
L’artista, di origine ebraica, nacque a Varsavia il 16 maggio 1898, ma fin da giovanissima iniziò a viaggiare e ad abitare in differenti città d’arte come Roma, Parigi ed infine San Pietroburgo dove conobbe l’avvocato Tadeusz Łempicki che sposò nel 1916. Da questo matrimonio nacque nel 1920 la figlia Kizette. Si trasferì di nuovo a Parigi, stavolta con la famiglia, per studiare pittura ed esporre le sue opere, che ebbero un immediato successo, al Salon d’Automne.
Dopo aver divorziato da Lempicki ed aver sposato il barone Raoul Kuffner, volle esportare la sua arte oltreoceano, a Beverly Hills (California), New York ed infine in Messico.
I suoi disegni raffigurano soggetti eleganti e particolarmente curati nel vestire, forme plastiche dal tratto deciso e ben definito, ma con una strana e sottile malinconia evidenziata dall’espressione e dal colore degli occhi. Il suo modo di esprimere la pittura in chiave a volte trasgressiva la portò ad un periodo di pesanti fallimenti, evidenziato dallo scarso successo della mostra alla Galleria Jolas di New York nel 1969.
Tra i quadri esposti vale la pena citare Portrait de Madame P (Ira Perrot), conosciuto per molto tempo solo attraverso antiche foto e ritrovato con il tempo in America, e le cinque figuro di nudo dedicate ad un’amica della Lempicka, Rafaela, riuniti tutti in una sala del Vittoriano.
Gli attori Jack Nicholson e Jessica Houston hanno voluto contribuire alla mostra prestando ben sette quadri delle collezioni personali provenienti dalle loro ville di Los Angeles in cui sono collocate opere di artisti del calibro di Picasso e Lichtenstein. L’evento sta ottenendo un successo inaspettato, di gran lunga superiore all’esposizione allestita nel 2006 presso Palazzo Reale a Milano.
http://www.lottimista.com/2011/05/25/la-malinconia-romantica-di-tamara-de-lempicka/
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